venerdì 9 agosto 2013

CHERUBINI di Ezio Saia - Musica


 

 Cherubini
 



Questa notte Cherubini. Non Medea che già conosco e che amo sempre di più come si amano le opere spigolose che non ti corteggiano, che non ti dicono “Sali sul palco che ti do un bacio.” E’ dura spigolosa tagliente urlata. E’ scolpita nella pietra: pietra grigia e dura, non certo arenaria. Ma che bellezza!
Le sinfonie d’apertura del Demofonte e di Anacreon! che splendore! Un  mare di musica che si allarga, si restringe, ti attira nel suo gorgo, ti scuote. Quella di Anacreon è la più bella. E dire che, a quanto leggo, l’opera viene giudicata noiosa, vezzosa, classicista fuori tempo.
Cherubini? Quello della Medea? Possibile? Devo assolutamente sentire qualcosa di Anacreon stasera; lo cerco e poi lo sentirò,
Un Cherubini mellifluo, svenevole che racconta gentili amoretti di Anacreonte non riesco neppure a concepirlo.
 


ouverture Medea

OUVERTURE DEMOFOONTE


Ancora Cherubini

Ancora Cherubini! Italiano ma così poco italiano. Così poco amato dagli italiani e così tanto dai tedeschi che lo considerano uno di loro.
Beethoven gli scrisse “Vous resterez, toujours celui de mes contemporains que je l’estime le plus”. Brahms dichiarò di voler essere seppellito con lo spartito della sua Medea. Ancora Beethoven, dopo aver letto lo spartito del suo Requiem in do, dichiarò che se mai nella sua vita avesse composto un Requiem si sarebbe ispirato solo a quello di Cherubini. Col grande Haydn ebbe legami di reciproca stima e affetto così intensi che sentirono la necessità  di chiamarsi padre e figlio. Hayden gli dedica una sinfonia con queste parole “In nomine Domini, di me, Giuseppe Haydn, padre del celeberrimo Cherubini“, “Si ritornerà verso di lui certamente” scrisse Von Bülow e Shuman, l’autorevole S Shuman,  sempre pieno di elogi per le sue composizioni, dopo aver assistito all'esecuzione di una sua ouverture, constata con rammaricocome questo grande uomo e maestro sia ancora troppo poco conosciuto ed apprezzato, mentre sarebbe giusto lo fosse ancora di più, giacché la comprensione delle sue composizioni è stata portata a noi più vicino dalla via che ha preso la nuova e miglior musica. E poi perché non ricercare un artista che ai tempi di Beethoven era certo il secondo dei maestri della musica moderna e che dopo la morte di quello è ben da considerare il primo tra i viventi?” e dopo aver assistito al suo Portatore d’acqua commenta: Dopo molti anni ho riudito con grande gioia quest’opera ricca e magistrale.


finale di Medea