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mercoledì 19 novembre 2014

LA MUSICA DI SKY DI Ezio Saia - MUSICA

La musica di Sky  

La musica di Sky! Troppo balletto. Vanno bene i balletti su grandi musiche. Stravinskij, Prokofiev (o come diavolo si scrive),  Tchaicovsky ma i balletti di sconosciuti su musica sconosciuta? 
E poi troppi virtuosi. I virtuosi tendono troppo a esibirsi. E quindi non grande musica, non grande poesia ma musica difficile da eseguire dove possono mostrare la loro suprema, geniale intelligenza di virtuosi.
Ma sono comunque esecutori. Magari geniali, ma esecutori! E io, come molti, non essendo uno del mestiere, non essendo un esperto ma solo un dilettante che va a orecchio, non apprezzo né la grande interpretazione né il tipo di musica suonata che, come ho detto, non è, in genere, grande musica ma musica da virtuosi e sconosciuta a dilettanti e amatori come me.

Meglio passare su You Tube e vederla lì la grande musica da ballo. Perlustro ed ecco che trovo Petruska, (chissà come si scrive) il burattino, la più bella musica scritta da Stravinskij.  

mercoledì 29 ottobre 2014

I GUSTI DI STRAVINSKIJ - MUSICA - Ezio Saia



 I gusti di Stravinskij - Musica 

Detestava Wagner e Strauss, e con loro, i maledetti leitmotiv. Ma non era certo tenero con i grandi Russi Storceva la bocca anche verso il grande Musorgskij. Neppure l’opera del suo grande amico Debussy riusciva a soddisfarlo. Debussy non esitava a indicare Petrushka come una delle migliore opere mai scritte mentre lui di fronte a chi s’incantava di fronte alla bellezza di Pelléas et Mélisande dichiarava di preferire al duplicato (il Pelleas) l’originale (il Boris di Musorgskij) che non gli piaceva più di tanto, come gli piacevano poco le opere degli altri russi del gruppo dei cinque, compreso quelle del suo maestro Rimskij Korsakov.
Quali musiche gli piacevano in definitiva? Ciaikovskij e Verdi e di Verdi solo le opere popolari come Aida, Rigoletto, Traviata. Le amava per la loro istintiva forza e scuoteva il capo di fronte a Otello e a Falstaff dove, a suo avviso, il colosso Verdi si era arreso a scimmiottare il grande incantatore Wagner. Tra le opere di Verdi prediligeva il Rigoletto.
I suoi giudizi stavano agli antipodi rispetto ai gusti elitari aristocratici dalla società esteticamente civile e dotata di aristocratiche puzze sotto nasi sensibilissimi, nasi aristocraticissimi, nasi civilissimi, nasi greci e nobili. In seguito modificò il suo Giudizio, riabilitò il Falstaff che divenne la sua opere preferita ma non Wagner e non Strauss.
Non amava, e la cosa era palese e ben risaputa, Schomberg. Pare che i due non volessero neppure incrociarsi e che si evitassero con cura. Mentre il secondo si lanciava verso l’atonalità completa e programmatica e la portava fino all’ascetismo, il primo cominciava il suo viaggio verso il passato, lungo l’opera barocca, verso i madrigalisti, verso la classicità dell’ Oedipus Rex, verso il grande Gesualdo da Venosa e ancora più giù a sentire e imparare dai Gabrieli a Venezia nella Basilica di San Marco.
Poi di colpo la conversione alla dodecafonia. Ma non secondo tutti. Molti videro in quelle opere un altro passo verso i modi del medioevo. Io non ho certo le conoscenze tecniche per dire chi ha ragione, ma mi pare più probabile la seconda,




mercoledì 20 agosto 2014

PALESTRINA, VERDI, BERLIOZ di E. Saia - Musica


BERLIOZ



PALESTRINA, VERDI, BERLIOZ -  Musica

Tra i tanti capolavori di Requiem che sono stati composti nei secoli anche nel secolo scorso quelli di Strawinskij, di Henze, di Faurè, di Grieg. Conosco i primi due e mi paiono buoni. Strawinskij in tutte le sue versioni riesce a convincere. Sono molto diversi da quelli romantici di Berlioz, di Verdi, di  Cherubini. Non conosco quello di Brahms. Ma prima di questi autori ci sono secoli di musica religiosa. C’è Palestrina con la sua Messa dei morti, che ho appena ascoltato per la decima o dodicesima volta. Che calma, che sofferenza serena, che fede, che amore! Non c’è davvero bisogno della concitazione, della terribilità, del fragore dei Requiem romantici. Quanta distanza da Verdi! Quanta dal fragore artificiale di Berlioz.

Berlioz - Dies Irae

Stravinskij - Requiem Canticles