lunedì 6 ottobre 2014

UNA CONFERENZA DI GIORGIO GIAVARRA

Ho seguito giorni fa una conferenza di Giorgio Giavarra, mio compagno al politecnico e poi a filosofia. Una conferenza molto bella con un Giorgio Giavarra che, come il miglior Contador, parlando saltellava fisicamente coi piedi, con la voce, con gli occhi, con la vivacità, con gli argomenti, coi riferimenti, con le citazioni. 
Su e giù in un vertiginoso viaggio lungo la storia, i libri, i filosofi, i poeti. Dall’Atene di Platone e  di Aristofane, alla Vienna di Freud, dalle pagine di Aristotele, a quelle di Nietzsche, di  Schopenhauer, di Kant. Un vero balletto di idee, di voci di suoni, di movimenti allegri, vivaci e sempre piacevoli. 
Vien da ridere se si pensa a quanto barbose, opache, piatte siano certe conferenze che non solo non favoriscono un sonno salvifico ma irritano fino alla fuga.
 Anche quella del conferenziere è una forma d’arte, una performance che se ben fatta, se vivace, se equilibrata, nello stesso momento ti stimola e ti rilassa. Peccato che sia un tipo di forma d’arte, un tipo di performance non riproducibile. Non lo potrebbe fare né una versione scritta né una ripresa televisiva. Vedere una commedia di Pirandello a teatro è altra cosa che leggere il libro o vederla in televisione.

Non lo vedevo da molti anni ed è stata una sorpresa davvero lieta. Ci siamo ritrovati pochi giorni dopo per raccontarcela e l’incontro è stato altrettanto piacevole.
Anche la sua storia culturale è unica. Non scuola media ma avviamento, non liceo classico e scientifico ma istituto tecnico: le sue conquiste culturali non le deve a nessuno. 
Doveva essere uno di quei pochi primi della classe benvoluto dai compagni.
Ho scambiato due parole e mi ha raccontato che quando legge e trova qualche concetto memorabile riporta nell'ultima pagina del libro la parola e la pagina. Se avessi fatto anch’io così mi sarei evitato molto spesso sfibranti ricerche improduttive.

Tornerò su Giavarra. Se mi darà il testo della conferenza, lo riporterò sul sito ma non sarà assolutamente la stessa cosa che assistervi.