mercoledì 1 ottobre 2014

CHERUBINI I DUE REQUIEM di Ezio Saia - Musica



Cherubini - MUSICA

Come si fa a definire Cherubini come uno dei tanti compositori di passaggio, di transizione dal classicismo al romanticismo come fa (mi sembra) Massimo Mila da qualche parte? dopo aver ascoltato i due Requiem, i due Sanctus, i due Agnus dei, i due Kyrie, i due Requiem eterna dona…, così commoventi, così veementi E non solo i due requiem e non solo la messa solenne!
Basta la musica sacra per capire perché Beethoven lo stimasse tanto! Più di ogni altro compositore suo contemporaneo.
Poi ci sono le stupende Ouvertures dalle opere:, quella delle Due giornate, quella dall’Anacreon, quella del Demoofonte, quella dalla Medea. Le due ultime mi paiono le migliori. Ma non è tutta la Medea un capolavoro assoluto dall’inizio fino alla fine? Così asciutta, tagliente, scolpita, dura. Quando sei stanco della melassa di Verdi, Wagner, Ciaikovsky, Puccini, di tutta la musica romantica e classica, insomma, di tutta la musica tonale, allora come rimedio funziona bene una buona iniezione di dodecafonia ma se proprio la dodecafonia non si riesce a digerire allora anche una dose di Cherubini-Medea va bene; meglio se cantato dalla Callas.

Perché questo Cherubini è così dimenticato? Musica dura, violenta quella della Medea ma anche dolcissime e umanissima col canto della nutrice.

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